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scrivimi
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Secondo giorno, sabato 19 luglio 2003. Splendido! Sotto casa c'è il fornaio. Ho respirato tutta notte il profumo del pane appena sfornato e stamani per colazione
ho trovato cornetti caldi. Se non fosse per la cagnara, avrei anche dormito bene. I tappi per le orecchie che ho comprato per il campeggio, purtroppo non riesco a tollerarli. Si sa, non ho
più le orecchie di una volta, così mi tocca rassegnarmi. Del resto, col caldo che fa di giorno, questi poveri cagnetti non hanno che la notte per divertirsi un po'… e bisogna ben
capirli… io pure sarei tentata di andare a far baldoria con quel bel
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frescolino. Le ore passano ed ho come l'impressione che resterò qui in eterno. I miei non parlano di uscire e
certamente il caldo scoraggia anche me. Così si gioca un po' con Torakiki. Poi riordino le mie cose, lavo qualcosa, mi faccio la doccia e uso il mio nuovissimo silk-epil… quello che
dovrebbe togliere tutti i peli senza dolore alcuno. A dire il vero il dolorino c'è, ma è quasi piacevole… e i peli devono essere di una certa lunghezza per aver un buon risultato… fatto
sta che riesco in poco tempo a depilarmi tutta senza traumi. Ecco, però adesso voglio uscire!!! Gonna lunga, così i puntini rossi sulle gambe si vedono meno… e via!!! Si va verso il bosco
a salutare i cugini. Le more sono acerbe e le case sono sempre quelle. Il grande noce sovrasta ancora il tavolino e i quattro sedili di cemento e piastrelle e al solito ci sono 4 vecchi che
giocano a scopa o a briscola… Fingo che ci sia il nonno, saluto di gran fretta e vado giù per la stradina che nell'infanzia ho fatto migliaia di volte. Proprio dove c'è il noce c'è il
negozietto che vende un po' di tutto e la casa dei nonni sta nel bosco a 600 metri di curve e salite. Ora la strada c'è, una volta era un sentierino. A quanto pare è arrivata pure l'acqua
corrente. Quand'ero piccola io, si andava alla fontana con le damigiane
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A dire il vero era così fino a 7 anni fa… Le cose cambiano… e se su ai "Principi", tutto è come ricordavo, non posso dire
lo stesso della contrada Selvetelle. Le terre dei parenti morti sono grovigli di rovi e ortiche. E delle terre davanti a casa, un tempo coltivate a tabacco e granoturco, non c'è più traccia. Appena
intravedo lo scempio, fuggo via verso l'altra parte del bosco. Ci hanno fatto un deposito di auto da riparare e vendere, una specie di scasso. Come si vede che il nonno non c'è più. Non ho più
voglia di salutare, voglio tornare a casa… Ripasso per i "Principi" e da lontano qualcuno mia saluta… E' Maria, mia cugina. Dietro di lei un branco di cagnolini malnutriti e malfidenti. Mi
avvicino. Ci baciamo. Mi racconta tante cose… sembra ieri… Ecco che dal quel mucchietto di case sbucano fuori i suoi cuccioli. E poi arriva la barchetta di Giuseppe… e ancora passa Antonio
imbronciato… Ok come non detto!!! Manca giusto zia e altri 3 cugini… ma avremo tempo, magari ci si vede tutti domani che c'è pure la mia sisterina di ritorno da Ischia.
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