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Martedì 14 Novembre 2000 - Anno I - N. 4

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                   Pena di Morte !

Volevo solamente spendere una parola di disappunto nei confronti delle abitudini di una nazione sovrana,(quindi con il dovuto rispetto).Si tratta degli Stati Uniti e l'argomento è la pena di morte. Io capisco che la maggioranza degli americani siano schierati a favore della pena capitale e quindi la democrazia ha ragione, quello che non capisco è come si possa essere la prima nazione al mondo e nel contempo avere vuoti culturali di tali proporzioni. Come si possa basare il prestigio di una nazione su elementi di giustizia sommaria e su sentimenti dequalificanti come l'odio, la gogna e la presunzione di purezza d'animo assolutamente fuori luogo. Tutti pronti a "scagliare la prima pietra" in nome di quel candore di spirito che li porta poi a"godere di morbosità" nel vedere ucciso il "colpevole". Ora, pur ammettendo che la tradizione è cultura, viceversa la cultura non è solo tradizione, quindi la giustezza della pena di morte in base al fatto che è tradizione per loro farsi giustizia da soli, non regge di fronte ad una attenta analisi culturale. Viene da chiedersi quale sia il livello culturale in quel paese. Concludo fornendo il mio consiglio: per evitare discorsi di origine religiosa e quindi di parte mi riallaccio alla tematica della democrazia. Proporrei ai governanti degli Stati Uniti di proporre un referendum sulla pena di morte, con la stessa applicabile solamente ai cittadini che la hanno sottoscritta. Questo risolverebbe ogni problema etico e di giustizia, chi non è a favore non può essere ucciso, chi invece lo è non potrà certo lamentarsi qualora sarà condannato lui stesso alla pena capitale, vittima ed unico responsabile delle proprie idee.

Troppo comodo lamentarsi della propria pena di morte, quando per tutta la vita si è contribuito con l'accettazione di essa ad uccidere altre persone (tra cui anche molti innocenti). Troppo ingiusto venire condannati a morte essendo stati per tutta la vita contrari ad essa.

                                                                                                                               Baro

Cibi geneticamente modificati

Ultima frontiera: la manipolazione genetica. Sembra tutto estremamente pacifico. A sentire"loro" tutto sarà migliorato a  vantaggio del genere umano. I ricercatori si stanno sbizzarrendo in tutto il mondo e senza nessun controllo, ovviamente impossibile da realizzare, per creare ogni genere di incrocio possibile tra specie vegetali ed animali(sicuramente anche sul genere umano, ricordate che al peggio non vi è mai fine). E chi è in prima linea su questo fronte, ovviamente le solite nazioni poco rispettose dell'uomo in nome di uno stato"democratico" che a loro modo di vedere, deve dominare ed indirizzare i suoi cittadini che hanno valore solo come tali e non come singole unità autonome, degne singolarmente della più alta considerazione e rispetto. Mi riferisco ovviamente agli Stati Uniti e all' Inghilterra. Tengo a precisare che i miei giudizi spesso negativi nei confronti di certe democrazie non dipendono dalla mia appartenenza alla fazione opposta ma dal malessere che mi creano quelle situazioni con evidente maschera democratica. Io infatti non intendo avere alcun tipo di appartenenza politica. Cosa dire se non che la ricerca genetica è nelle mani di enti privati corrispondenti spesso a quelle multinazionali che sono entità fortemente scollegate da qualsiasi territorio e abitante e senza il minimo scrupolo adottato per raggiungere ed incrementare l'unico ente di riferimento, il denaro. Ho detto tutto, questi enti dominano il campo delle trasformazioni genetiche e decideranno senza chiederci un parere, come trasformarci e sempre in nome di noi stessi che mai verremo interpellati. Come al solito non riesco a fornire una soluzione al problema ma mi limito ad illustrarlo anche se in minima parte. I paesi anglosassoni sono da parecchio tempo portatori di novità, anticipando spesso il futuro, ma sono anche portatori di gravissime lacune culturali che faremmo bene come Europa a rispedire al mittente, facendo valere una volta tanto la nostra cultura generale che è qualitativamente superiore e nemmeno paragonabile. Gli Stati Uniti pressano l'Europa sui cibi transgenici per poterci vendere i loro ortaggi ibridi brevettati nel tentativo di renderci dipendenti, come da tempo fanno nei confronti dei paesi africani. Con effetti devastanti per la nostra qualità della vita, per la nostra indipendenza e per la salvaguardia della nostra superiore cultura umanistica. Dobbiamo abituarci a  confrontarci con questi giochi sporchi nella speranza che l'Europa riesca ad imporre qualcosa di buono a livello mondiale, consapevoli del fatto che, probabilmente, sarà molto difficile. Infatti i primi passi dell'unione europea non vanno in questa direzione. Un grazie a Romano Prodi…..

Tecnicamente parlando

Ad oggi la ricerca sui cibi transgenici è in uno stato iniziale, non si sa nulla su eventuali effetti dannosi sul nostro organismo. Ma senza ombra di dubbio apre scenari imprevedibili e potenzialmente distruttivi nei confronti di ogni cosa. A lunga scadenza non si sa cosa potrà succedere all'ambiente ed a noi stessi con il proliferare e l'inserimento nei cicli naturali della terra di questa moltitudine di invenzioni genetiche. Sappiamo soltanto tre cose: 1) che quasi tutta la ricerca è nelle mani di enti privati non controllabili. 2) che questi enti ci riempiono di rassicurazioni sull'uso dei loro"manufatti" e 3) che l'unica volta che si è indagato sulla bontà delle dichiarazioni di diverse multinazionali su un tema specifico, si è potuto capire che esse fanno un uso sfacciato della menzogna.(vedi la recente vicenda riguardante le multinazionali del tabacco in America, ben raccontata dal film "Insider"). Certo voi direte, una cosa in più o in meno così negativa non farà certo la differenza…, vero! Ma la sommatoria di tantissime situazioni negative esistenti porta più velocemente a quella soglia critica che sicuramente esiste in natura e che non si sa dove sia collocata. Io sarei per la riduzione della quantità di sfide inutili al fine di tentare di rallentare il più possibile la nostra parabola discendente.

                                                                                                                                 Baro                                                                                                                                            

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