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57 miliardi (a titolo di imposte arretrate e multe) da pagare eppure ne versa solo 24, per giunta con la possibilità di farlo a rate (come se il famosissimo tenore fosse un indigente, impossibilitato di
saldare in una tranche unica); il tutto per la gioia del Ministro delle Finanze Del Turco che si compiace di avere reimpatriato in Italia uno di quelli che definisce i suoi figli migliori. La cosa diventa ancora più
ridicola se si pensa che la trattazione è avvenuta tra Ministro (che si dovrebbe occupare di questioni politiche generali e comunque non di fatti personali) e tenore, seduti allo stesso tavolo, imbandito di
pasticcini e champagne, ripresi da cineoperatori e fotografi. Alle fine, Big Luciano, dopo essersi lamentato delle fastidiosissime indagini della Guardia di Finanza ed essere stato umiliato perchè processato nelle
aule delle Commissioni tributarie (il principio che "la legge è uguale per tutti" sembra ai giorni nostri solo un ricordo), stacca un assegno di 24 miliardi con cui chiude il suo contenzioso con il fisco
italiano. Dichiara Del Turco nell'occasione:" Sono felice di avere restituito all'Italia uno dei suoi figli migliori: il grande tenore è in buona fede e questo è un bel giorno, che potrò raccontare ai miei
nipotoni.". Come italiano mi sento offeso, indignato e quasi disgustato, dal comportamento di un uomo che dovrebbe rappresentare noi tutti, e invece rappresenta chissà chi, forse solo se stesso, e magari
nemmeno questo; è incredible che un Ministro arrivi a patteggiare con un evasore (57 miliardi evasi), concedendo sconti di pena esagerati (24 miliardi pagati), per giunta sostenendo la buona fede dello stesso, il
tutto durante una chiacchierata amichevole come se ci trovasse in un granducato da operetta (al quale il nostro Big Luciano è sicuramente abituato). Pavarotti si dichiara soddisfatto e aggiunge:" Mi è stato
ridato l'onore in cambio dei soldi che dovevo.". Incredibile: questi, che lo stesso Ministro ha definito uno dei figli migliori dell'Italia, crede di poter recuperare il suo onore e la stima delle persone
solo perchè, alla fine, messo alle strette, ha pagato ciò che avrebbe dovuto, pur avendo tentato per più anni di passarla liscia. Una figura veramente barbina quella del nostro Ministro così come del Governo in
genere, i quali sembrano suggerirci: evadete, non pagate le tasse, tanto se non vi beccano ci guadagnate, e se vi beccano, male che vada, vi fanno qualche sconto, e magari vi offrono pure un rinfresco (solo se siete
famosi, però). Ma figura barbina anche del tenore modenese che penso abbia dimenticato, così come tanti suoi colleghi VIP evasori*, quali ragioni stanno dietro la necessità di pagare le tasse; se gli si spiegasse
che ogni evasore, con la sua azione, determina un'aumento del carico fiscale sulle altre famiglie italiane, tra cui esistono persone con meno di 10 milioni di reddito annuo, oppure che se vi sono anziani che
percepiscono 300.000 lire di pensione al mese e che fanno fatica a tirare la fine del mese, anche perchè esiste gente che evade (insomma tutte le nozioni elementari che stanno alla base della scienza delle finanze),
Big Luciano magari cambierebbe idea, non considerando come fastidiose ingerenze nella sua vita privata le indagini della Guardia di Finanza oppure ritenendo sacrosanto essere processato per un reato effettivamente
commesso, oppure, molto più probabilmente, continuerebbe a pensarla così. Morale della favola: cara Italia, dove andremo a finire?
Daniele Conti
* Più di 300 sono i volti famosi finiti nella rete degli accertamenti fiscali promossi dal Ministero delle Finanze
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La bellezza clonata e la bellezza di Brigida.
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i fa un gran parlare di chirurgia estetica. Pare che ormai tutti, anche chi davvero non ne abbisognerebbe, vogliano cercare di essere più belli. In realtà per fare ciò ci si affida alle
mani di un chirurgo il quale, novello scultore, ricrea sul corpo delle persone il proprio immaginario di perfezione. Così facendo ci si perpetua e si corre il rischio di apparire tutti uguali, il che non vuol poi
dire che saremmo tutti più belli, anzi! Sappiamo infatti come sia fondamentalmente vero che l'attrazione per una persona non derivi affatto dal suo apparire stereotipicamente "bella": quando si vedono persone
ricreate a somiglianza di altre, magari più famose poiché appartenenti al mondo dello spettacolo, noi in realtà non stiamo esprimendo apprezzamenti sul sosia, bensì vediamo esso come motivo per ricondurre il nostro
pensiero al personaggio noto. Ancora, per noi cultori del bello personalizzato, è davvero deprimente vedere schiere di nasi e zigomi costruiti ad arte ed in serie o, peggio, assistere sgomenti all'esposizione al
sole di centinaia di sacchetti in silicone simulacro di quelle belle parti femminili tanto preziose. Ma quanti italiani esattamente ritengono corretto quanto vado dicendo?Lo scorso novembre un'amica mi diceva della
sua intenzione di "rifarsi" il naso e, udite udite, esprimeva apprezzamenti per il mio. Credetemi, Lidia non deve affatto cambiare nulla di se: il suo naso è perfettamente inserito in un viso e su di un corpo che la
rendono una ragazza davvero piacente. Eppure lei, coprendosi il resto del viso con le mani, mi invitava ad esprimermi circa il suo naso. Io le ho spostato le mani, l'ho baciata ed invitata a guardarsi allo specchio.
I particolari successivi…….. li tralascio.Devo però concludere esprimendo un giudizio veramente sincero e sentito nei confronti della direttrice BrigidaGG, la quale ha perfettamente compreso come sia importante
saper valutare la propria figura senza scadere nella copia. Il suo viso,
le sue mammelle sincere come un buon bicchiere di vino rosso dicono a tutti noi che la padrona di casa è contro la clonazione della bellezza. In questo senso il sito di Brigida è esemplare.
Settimio Severo.
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I ragazzi del KURSK
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E' passato qualche tempo da quando nell'oceano artico si è consumata la tragedia dei ragazzi del KURSK. Da allora un pensiero profondo risiede nel mio cuore: "Io sto con i ragazzi del
Kursk!"
Con quei cento e più ragazzi morti in silenzio tra mille sofferenze nei fondi del mare: stavano svolgendo il loro dovere, il loro lavoro. Era un lavoro speciale, certo, ma quale lavoro non è speciale? Così sono morti dignitosamente da uomini prima ancora che da soldati. Negli stessi giorni Roma era invasa da migliaia di giovani accorsi nella città eterna per il giubileo. Riempivano la città di canti di gioia e di preghiere; arrivavano da tutto il mondo per salutare il vecchio Papa. Il pontefice li ha ringraziati e li ha spronati a lavorare per il bene dell'umanità. Tutto questo, però, non mi è piaciuto. Sono un cattolico, è vero, ma in quel momento era stridente il confronto tra quei giovani che morivano (non importa se i soldati non sono proprio per eccellenza coloro i quali fanno il bene del mondo) e quegli altri giovani che si divertivano a far festa, seppur pregando. C'è chi ha parlato di folle oceaniche sottolineando il fatto che ormai solo la Chiesa è in grado di mobilitarle, tutto vero! Ma i risultati veri non si misurano in tal maniera. Le adunate oceaniche ricordano molto i tre milioni di baionette di Mussolini e sappiamo come è finita.
Sarò controcorrente e forse blasfemo, ma non posso non credere che, dall'alto dei cieli, in quei momenti Dio guardasse più ai giovani morenti per compiere il proprio dovere piuttosto che ai giovani
intenti a cantare e far festa, anche se la festa era dedicata a Lui. Per questo io sto con i ragazzi del Kursk!
Settimio Severo
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Gli alberi di Natale
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Stiamo diventando tutti ecologisti e, siccome ecologismo fa rima con bontà, ecco che da qualche anno sono apparsi gli alberi di Natale ecologici. Sono quegli alberi di plastica verde che
hanno l'indubbio vantaggio di non perdere gli aghi come fanno quelli veri e che, così vogliono farci credere, contribuiscono a salvaguardare gli abeti in montagna. In realtà questa è una bella favoletta buona solo
per gli allocchi e mi scuseranno coloro i quali si sentiranno offesi. In realtà oggi gli abeti vengono per lo più coltivati in apposite aree montane e costituiscono una discreta fonte di reddito per l'economia dei
luoghi. Così, ogni anno, si spiantano abeti e se ne impiantano di nuovi contribuendo alla tutela delle nostre montagne ed evitando il dissesto idrogeologico. Tutto ciò viene messo in discussione dall'uso degli
alberi di plastica i quali sono prodotti con derivati del petrolio e che immancabilmente non possono che terminare la loro vita in una discarica o, peggio, in un inceneritore. Non preoccupiamoci troppo, pertanto,
degli alberelli veri in vendita. Ormai quasi tutti provengono da vivai o, quelli più grandi, sono stati tolti e commercializzati con l'autorizzazione della guardia forestale. Alla fine potremo bruciare
tranquillamente il nostro alberello sul camino senza emettere diossine così come invece farebbe quello erroneamente chiamato "albero ecologico". Un cenno lo meritano anche i pioppi: riciclare la carta significa
davvero salvare una pianta? Non sempre! Basti pensare alle piantagioni di pioppi in riva al po' e a tutti i grandi fiumi. Le aree golenali sono sempre state il luogo adatto per i boschi di questo albero destinato
alla produzione di carta. Anche in tal caso, dunque, potremmo concludere che più carta consumiamo e più superficie a pioppi deve essere impiantata e quindi più boschi produttori di ossigeno avremo. Tutto così
facile? Non proprio! La carta possiamo e dobbiamo riciclarla ma anche in questo caso spero di aver fatto capire come l'ecologismo sia un business in cui molti si sono lanciati con soli ideali di lucro.
Settimio Severo.
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