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Sabato 4 marzo 2000 - Anno I - N. 1

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Finale Francia - Brasile:

1998 come 1966?

Luglio 1998, fa molto caldo, tutti incollati davanti alla tv per vedere la finale. La partita è iniziata già da una ventina di minuti e la totale assenza della pubblicità legata allo sponsor della squadra carioca (Nike) mi lascia davvero perplessa... "Mah!!!" penso "Avranno finito i soldi!!!"... in compenso l'Adidas ne ha ancora parecchi: ogni stacco pubblicitario ci fa vedere il bel faccino di Zidane. La perplessità diventa via via sospetto: brasiliani che giocano a calcio come zombie e francesi che continuano, anche se con scarsissimo successo, ad insidiare la

porta avversaria. E' davvero uno spettacolo increscioso. Se non fosse che amo il calcio e tifo Brasile, ci sarebbe davvero di che ridere...   Alla fine, come da copione, mondiale vinto dai padroni di casa, dopo una partita non giocata dagli avversari e giocata davvero mediocremente dai vincitori. Un'altra violenza al tifoso: dopo un campionato scandaloso, un mondiale da vomito.. e nemmeno un dubbio da parte di quelli che delle polemiche calcistiche ne hanno fatto professione."Italiani con le fette di prosciutto un po' dappertutto!!!"

BrigidaGG

Notizie "di moda"

In questo mio primo (in assoluto!) articolo, volevo denunciare un diffusissimo malcostume del mondo dell'informazione. Un malcostume che riguarda tutti: tutte le testate su carta e tutti i telegiornali. Questo malcostume si esplica nella voglia di spettacolarizzazione delle news a tutti i costi e  nel creare artificiosamente e, quindi, in modo ideologicamente scoretto,  filoni di notizie "alla moda". E' capitato a tutti, a seconda dei vari periodi, di pensare "ma quante ne stanno succendo!". E questo perchè, quando una notizia si afferma, i giornalisti di tutta Italia si scatenano a caccia di notizie ad essa simili. Questo processo di spettacolarizza- zione delle notizie crea, ovviamente, distorsioni nella percezione della realtà da parte del telespettatore. Sicchè a periodi, stranamente, accade un numero spropositato di avveni- menti dello stesso tipo. D'estate vanno di moda  i "gialli", per lo più omicidi . Un esempio recente riguarda i videopoker, tutti avranno notato che in una settimana, un gran numero di persone

si sono rovinate finanziariamente. Ogni tg presentava i suoi casi. Risultato: quella settimana è stata particolarmente sfortunata perchè una cinquantina di persone hanno perso tutto mentre questa settimana la dea della sfiga è stata clemente.     E come dimenticare quelle due settimane sfortunatissime durante le quali tanti ragazzi sono morti o sono rimasti gravemente danneggiati dopo aver assunto ecstasy. Ora non muore più nessuno? Mi viene da pensare che i ragazzi non stiano più facendo uso di quel tipo di droga, "menomale!". Ma la verità è che il numero di eventi di uno stesso tipo solitamente è costante; i picchi gravissimi e allarmanti che i giornalisti ci propinano servono solo a falsare la notizia; non servono nemmeno a risolvere i problemi, anzi, spesso il successivo silenzio è causa del proliferare incontrastato degli eventi negativi. Giornalisti fatevi un esame di coscienza: la notizia è prima di tutto un servizio, non deve essere spettacolo e neanche moda.                         Baro                                                                                         

Craxi è morto davvero?

Giusta o ingiusta che fosse, Craxi si è sottratto alla pena inflittagli sottolineando, ancora una volta, alla faccia di tutti quelli per cui "la legge è uguale per tutti", che  non viviamo "nel migliore dei mondi possibili". Ora si dice che sia morto. Io non l'ho visto e, francamente, mi auguro che sia solo una messinscena per trovare un più confortevole anonimato e rilanciare alla grande famiglia e partito. Me lo auguro soprattutto per dare un senso a ciò che ho visto: chi avrebbe dovuto piangerlo ha espresso più risentimento e polemiche nei confronti della giustizia italiana che dolore e disperazione per la perdita del proprio caro, dell'amico, del  leader di un tempo. Un sentimento comunque ci accomuna, la "Giustizia Italiana" ha deluso anche me, ancora non so capire perchè "giovani ladri di polli" finiscano irrimediabilmente dietro le sbarre e ricchi e potenti latitanti possano godersi il loro triste esilio all'ombra delle palme, magari commentando qua e là partite di basket via satellite... Ditemi, questo è giusto??? E voi "opinionisti", per favore, smettete di "santificare" coloro che muoiono... la morte non è fatto eccezionale... eccezionale è, piuttosto, il fatto che la legge non sia uguale per tutti!!!                                                                                                                                                              

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