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Edizione straordinaria dell'11 luglio 2000
SESSO: vittoria schiacciante degli anziani sui giovani
1.503 i soggetti intervistati, un quadro tanto desolante quanto inatteso il risultato. Un'indagine del Censis, condotta su un campione di uomini e donne tra i 18 e gli 80 anni e sponsorizzata, guarda caso,
dall'impresa produttrice del Viagra, svela quanto triste sia la storia sessuale degli italiani di oggigiorno (almeno della parte più giovane di questi 1.503 intervistati); altro che macho latino e donna
capricciosa, capace di avere tutti ai suoi piedi, quel che salta fuori è abbastanza preoccupante e fa veramente riflettere. Il 59,2% degli uomini prova incertezza e timore per l'esito del rapporto sessuale (alla
faccia dell'uomo che non deve chiedere mai e del tanto famoso vitellone, ormai solo un ricordo se non addirittura una leggenda), il 42,6% soffre, oppure ha sofferto in passato, di disfunzioni sessuali. Le cose non
vanno meglio per le donne: il 25,3% non ha vita sessuale, il 30,4% ha una vita sessuale che considera insoddisfacente o pessima. Un altro dato preoccupante è quello della frequenza: il 37,8% delle coppie stabili fa
sesso solo una volta a settimana, il 43,9% non lo fa per stanchezza, il 35,9% non lo fa per stress, e poi anche quando si fa, in media, dura dai 3 ai 15 minuti, mentre i più intraprendenti arrivano anche alla
mezz'ora (...e sai che risultato!). Fino a qui brutte cose, ma il peggio lo si raggiunge (per i giovani, almeno!) quando si legge che il 39,1% degli anziani tra i 71 e gli 80 anni è sessualmente attivo, così come
il 73,4% degli anziani tra i 61 e i 70 anni. E questo mi sembra un vero e proprio schiaffo alle nuove generazioni, roba da andare a nascondersi chissà dove. Si potrebbe pensare che gli intervistati abbiano mentito,
oppure che il campione degli stessi non sia significativo, nel senso che non rispecchia effettivamente le abitudini dell'intera popolazione degli italiani sotto le coperte, oppure, ancora, credere che il Censis
abbia sbagliato; secondo me le cose stanno in maniera diversa! Anche se non ho studiato sociologia, provo ad azzardare qualche ipotesi: forse la moltitudine di impegni e di preoccupazioni che caratterizza la vita
stressata di molti di noi ha finito col togliere tempo e magari interesse per il sesso. Può darsi che il benessere raggiunto (faccio, ovviamente, una considerazione che si riferisce alla media), quel livello di
ricchezza che permette di avere più di un'auto per famiglia, di uscire a cena due o tre volte a settimana e di vestirsi con abiti firmati, situazione spesso però non accompagnata da una capacità culturale
adeguata, abbia svuotato di interesse le cose più naturali (e aggiungo anche più belle, perchè più vere), quasi imponendo per divertirsi di ricercare la trasgressione e il proibito (un esempio si ha se si
osservano i tassi di crescita che hanno riguardato le aperture dei club privé* in Italia negli ultimi anni). Oppure dietro all'apparente facilità nel fare nuove conoscenze che caratterizza le nostre generazioni si
nasconde un'incapacità di approfondire i rapporti per un'insoddisfazione latente che tanti di noi accomuna. Non so dire quale sia la ragione: comunque, da un confronto tra i dati che riguardano i "giovani" e gli
"anziani", almeno relativamente all'argomento sesso, mi vien da farmi questa domanda:" Ma allora si stava meglio quando si stava peggio?".
Daniele Conti
* Sarebbe interessante aprire una discussione su questo tema, tanto diffuso quanto sconosciuto ai più (me compreso).
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