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Nel Suo Bosco
Sono ormai giorni che vago in questa interminabile e fitta foresta…..niente… neanche una traccia del Suo passaggio…. Inizio a dubitare anche della Sua esistenza.
Mi era stato detto " Tu sei conosciuto come il più abile ranger e cacciatore di taglie del regno; esiste una Ninfa malvagia nei boschi di Oltrerete che attira i viaggiatori e li fa sparire … nell'ultimo
anno più di duecento ne sono spariti senza lasciare traccia, solo uno è riuscito a scappare e tutt'ora gira per il regno avvertendo tutti del pericolo…" .. sì, ho sentito parlare di lui… lo descrivono
come un pazzo che sproloquia… ma.. a quanto pare non sono tutti sproloqui… "La tua solita tariffa è stata versata del banchiere… abbiamo fiducia in te.. portaci la sua testa!"… massa di vili… non
vogliono sporcarsi le mani… dopotutto è il mio lavoro, sporcarmi le mani per gli altri…
L'ennesima notte cala in questa foresta , e di Lei ancora nessuna traccia… sembra quasi che il bosco la protegga, faccia di tutto per non farmela trovare… mi dispiace, ma ormai ho accettato il contratto..
e lo porterò a termine…a qualunque costo…..
Il crepitìo del fuoco è l'unico rumore di questa dannata notte… dato l'insopportabile caldo sarei tentato di spegnerlo, ma non mi fido di rimanere al buio…"E di cosa hai paura? Di me?" una voce calda e
sensuale .. proviene da ogni parte ..e da nessuna..sguaino le mie lame gemelle… ma non vedo nessuno.. solo un piccolo topo blu che scompare in un cespuglio..poi una brillante cascata di risate…. che mi
insegue.. mi gira intorno.. mi attacca!
Devo riprendere fiato…. Non vedo più la luce del mio accampamento..non riesco a vedere il cielo tra il fitto fogliame…è notte fonda e non vedo più ad un palmo dal naso… e quella risatina che mi perseguita…
… Forse l'ho seminata, i rovi mi hanno praticamente distrutto la tunica e hanno scavato la mia pelle…il dolore è lancinante.. ma non posso fermarmi ora… sento rumore di acqua.. probabilmente un ruscello o
una polla… meglio andare..
La gola brucia e il suono di una piccola cascata in lontananza non fa che aumentare l'arsura, devo bere.. devo immergermi in quella promessa di refrigerio… devo sopire il dolore della mia pelle martoriata
dai rovi.
Un tenue bagliore proviene da dietro gli alberi, da dove proviene il rumore dell'acqua ormai la sete e il dolore hanno preso il sopravvento sulla cautela; mi getto a terra al bordo della polla d'acqua che
mi compare davanti e inizio avidamente a bere.
Fresco, dissentante… un brivido di piacere pervade le mie membra stanche, ma anche un fondo di insoddisfazione… come se mancasse qualcosa, come se qualcosa fosse fuori posto… solo in quel momento mi
accorgo della "spettatrice" al centro della polla:
Bellissima, i suoi lunghi capelli ricci scendono, senza coprire, su uno stupendo seno che si solleva ansante come in una promessa di eterno oblìo . Il suo sguardo è curioso, e pericoloso allo stesso
tempo, come un gatto che guarda incuriosito un topo prima di ucciderlo. Sollevo le spade a difesa, lei, lentamente, inizia a camminare sull'acqua, leggera come una libellula " Credi che ne avrai bisogno
contro di me?" , l'istante successivo stringevo l'aria: le mie due spade erano conficcate in una pietra al centro del laghetto.
Il suo intero corpo era umido, come appena uscito dall'acqua, e la sua mano era fresca mentre scendeva lentamente sul mio torace. Come intossicato da quella bellezza, sommerso dalla sensualità che emanava
il suo profumo di bosco e di notte, mi ritrovai ad accarezzarle i fianchi, a baciarle i seni, a sentire il gusto dei frutti di bosco dalla sua bocca.
I suoi fianchi fremevano su di me, e la sua voce ancora più vellutata di prima mi sussurrò " Rimani con me e vivrai una eternità di piacere come questa notte"; la proposta era irrinunciabile….ma qualcosa
scattò in me proprio nel culmine di quell'amplesso durato tutta la lunghissima e magica notte in quel bosco.
Il sole è ormai alto…. il fuoco del bivacco è diventato un fumante insieme di carboni caldi…prendo le mie poche cose, il mio arco… e mi dirigo verso il confine del bosco, i foderi vuoti delle mie spade
sbattono lungo le gambe.. calde lacrime scendono sulle mie guance…No.. non avrei potuto accettare… non avrei potuto diminuire la bellezza e l'estasi di un incontro che DOVEVA rimanere unico…non avrei mai
dimenticato l'infinito amore concentrato in una sola notte…accettare avrebbe significato.. ucciderla…
Sono passati anni da quell'incontro e tutt'oggi girovago ai confini di quella foresta senza avere il coraggio di rientrare…non sono scomparsi più viaggiatori da quella notte, e sono nate nuove leggende..
una racconta di una bellissima creatura che la notte emerge da un piccolo laghetto e piange abbracciando due splendenti lame gemelle conficcate nella roccia, lame che non arrugginiranno mai…..
Dopo quella notte non conobbi più una sola donna che riuscì a farmi raggiungere quell'estasi…
[….Tratto dal diario di Jorily Maestro dei Ranger del Bosco di Oltrerete…]
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