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Passiamo al secondo caso propostoci dai giustizieri di striscia la notizia anche in questo caso la reazione di Sgarbi mi è sembrata estremamente legittima ed educativa specialmente nei confronti dei
giustizieri. Non conosco bene i capi di accusa mossi dalla magistratura nei confronti di Corbelli ma da quello che ho potuto capire dai telegiornali e dalle accuse dei giustizieri trattasi di vendita di
serigrafie "false".
Come al solito si punta, per fare notizia, sull'ignoranza legittima della gente che non può sapere , e questo lo dico io, che le serigrafie non possono mai assumere lo status di originale, di opera d'arte unica ed
irriproducibile in quanto tale, così come si è abituati a pensare, poiché la serigrafia è una stampa, e di per se STAMPABILE…l'artificio che si è usato per dare valenza di opera d'arte alle serigrafie è
l'adozione di un numero limitato di copie ossia il numero esatto in base alle richieste del manufatto che deve essere in grado di fare ottenere all'artista (e a chi lo promuove) il maggior guadagno possibile con il
minimo sforzo(serigrafia) senza andare incontro a fenomeni di svalutazione dovuti ad un eccesso di stampe prodotte che ovviamente farebbero crollare le stime.
Questa è la serigrafia, vedete un artista come spesso succede può fare più copie dello stesso quadro ad olio, senza che il valore intrinseco della sua opera venga scalfito minimamente e questo perché trattasi
sempre di opera prodotta manualmente dallo stesso artista e quindi se pur copia, è singolarmente opera unica, mentre per la serigrafia, litografia ecc. questo non è possibile.
Quindi si rimane vincolati a quello che ha deciso originariamente l'artista in quanto a numero di copie, finite di stampare le quali, la matrice originale dovrebbe essere distrutta ma questo spesso non succede…in
quanto alcuni artisti non si vogliono precludere la possibilità di stampare ulteriori copie qualora fosse necessario per guadagnare altri soldi in futuro.
Tutti sappiamo che questo modo di agire è stato usato da famosi artisti, vedi De Chirico… Allora in questa ottica di un originale che pretende di esserlo senza a mio avviso averne diritto alcuno come si può
pensare di arrestare qualcuno e di giudicare una perizia dal valore zero perché di una copia dal valore zero? Come si può ironizzare su queste basi, coinvolgendo una persona che per motivi non netti ed
incontrovertibili, ma di origine fumosa e variamente interpretabile viene rinchiusa in carcere? Ritornando all'oggetto della discussione posso solo dire che non mi riconosco più in questo modo di fare nOTIZIA
offensivo e sfacciatamente provocatorio, che in passato è stato da me accettato unicamente perché sembrava l'unico modo di colpire certi personaggi intoccabili che a mezzo dell'offesa potevano metaforicamente
espiare le loro colpe che in quasi tutti i casi erano provate ed evidenti. Ora prevale in me l'aspetto giuridico della presunzione di innocenza e dei diritti delle persone che mai andrebbero violati a mezzo
ridicolizzazione, indipendentemente dalla giustezza dei propri pensieri e dalla propria onestà intellettuale.
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